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Animali come strumenti: Chirurgia
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Si pensa che sia utile, prima di iniziare un nuovo tipo di trapianto,
sperimentare sugli animali in modo da “allenarsi” prima
di passare sull’uomo.
Cani, maiali, scimmie, sono state seviziate, mutilate, brutalmente
uccise dopo giorni di sofferenza perché i grandi chirurghi
imparassero come effettuare una difficile operazione.
Nonostante l’allenamento, quando si passò a sperimentare
sull’uomo, i primi risultati furono sempre stati molto deludenti.
Questo perché i tessuti degli animali e la loro anatomia sono
diversi da quelli umani. Ci si può allenare quanto si vuole
ma se ci alleniamo con un modello sbagliato, quello che impariamo
non ci sarà utile successivamente. E’ come se volessimo
imparare a giocare a pallone allenandoci con una pallina da pin pong.
Possiamo passare mesi a fare goal e palleggi con la minuscola pallina
e potremmo anche diventare dei campioni di “calcio ping-pong”
ma quando poi ci metteranno tra i piedi il vero pallone, pesante e
grosso, da calcio, non saremo certo più bravi di chi si è
allenato di meno ma ha utilizzato la palla giusta!
Prima di fare i trapianti di cuore e polmone sugli uomini, per esempio,
erano stati trapiantati più di 400 cani. Nonostante questo
gran numero di operazioni, i primi pazienti umani (decine e decine)
morirono subito o pochi mesi dopo l’intervento.
Oggi, a causa della carenza di organi umani disponibili per i trapianti,
si utilizzano animali per trapianti sull’uomo. Il corpo umano
tende a rigettare qualsiasi organo che non riconosce come proprio
e, nel caso di organi di altre specie questo problema è ancora
più grave. I pazienti in cui è stato trapiantato un
organo animale (xenotrapianti) hanno gravissimi problemi di “rigetto”
che rendono la loro vita molto triste e dolorosa. Inoltre queste persone
possono essere portatori di virus che passando da una specie all’altra
potrebbero modificarsi in modi così veloci da causare delle
epidemie pericolosissime per la specie umana (esempi di tali trasmissioni
da specie diverse sono l’AIDS e la SARS che hanno causato e
tuttora causano moltissimi morti). Per alcuni ricercatori gli xenotrapianti
sono pericolosissimi per la salute umana data l’imprevedibilità
delle mutazioni dei virus.
Molti ricercatori (alcuni hanno pubblicato anche alcuni studi su riviste
scientifiche americane e inglesi molto importanti) sostengono che
l’uso degli animali nella ricerca non ha mai dato risultati
soddisfacenti e che anzi, in molti casi ha solo rallentato le ricerche,
facendo perdere tempo e soldi e causando danni non solo agli animali
ma anche agli uomini.
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