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Animali come divertimento: Le corse
con i cavalli
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In Italia, come in gran parte del mondo, c’è la cattiva
abitudine di scommettere soldi nel tentativo, assurdo, di arricchirsi
sperando nella fortuna.
Molta gente si rovina scommettendo ma la cosa diventa ancora più
crudele se si scommette sulla pelle degli altri. La malavita organizza
lotte clandestine fra cani e fra galli. Questi animali, addestrati
per combattere fino alla morte, procurano agli spettatori uno spettacolo
osceno e immorale. Organizzare e partecipare a questi spettacoli è
un reato grave e tutti dobbiamo segnalare il fatto alla polizia se
vediamo o sappiamo qualcosa in proposito.
Ma un altro spettacolo incivile, apparentemente meno crudele ma altrettanto
offensivo per gli animali, è quello delle gare di cavalli.
I cavalli vengono addestrati a correre velocissimi e dopo una dura
vita di allenamenti, specie se non sono grandi campioni, vengono venduti
e rivenduti fino a che non finiscono i loro giorni in un macello,
per essere fatti a fette sulle tavole di tanta gente (ancora c’è
chi crede che per combattere l’anemia la carne di cavallo sia
un buon rimedio...sigh)
Questo se un cavallo è fortunato.
Se il cavallo ha la sfortuna di rompersi una
zampa durante una gara, invece, viene abbattuto subito. Nessuno ama
veramente questi animali. Sono rispettati e onorati solo finché
vincono e portano soldi ma nessuno li protegge quando iniziano a invecchiare
o se si fanno male. Questi splendidi animali servono solo per il divertimento
umano. Sono trattati come degli oggetti o degli schiavi e quando non
servono più...pace, il loro destino è segnato.
Aiutaci a far capire alle persone che se proprio vogliono scommettere
su qualcosa lo facciano su qualcuno che può decidere del suo
futuro, che può decidere se gareggiare o meno, che non è
obbligato con la forza. Nessun cavallo ama essere cavalcato. Nessun
animale ama correre se non ne ha voglia.
Gli animali non sono al mondo per farci divertire né per ubbidire
ai nostri comandi. Se una persona amasse veramente i cavalli ne adotterebbe
uno magari già vecchiotto, che nessuno vuole più e che
sarebbe destinato al macello. Gli starebbe vicino, lo nutrirebbe e
striglierebbe, lo terrebbe in un grande spazio protetto insieme ad
altri cavalli (gli equini sono animali gregari e hanno bisogno della
compagnia dei loro simili) e lo porterebbe a passeggio senza necessariamente
cavalcarlo. E non lo abbandonerebbe più fino alla sua morte
naturale. Gli argomenti sono:
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