Animali come divertimento: I circhi,
gli zoo, gli acquari
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dei cavalli
A quasi tutti i bambini piace andare al circo. A parte i clown, i
trapezisti e gli acrobati, i bambini amano vedere gli animali. Le
tigri, i leoni, le scimmie, i cavalli, i coccodrilli, infatti, sono
animali bellissimi e tutti siamo affascinati dalla loro grandezza,
furbizia, intelligenza.
Il circo, però, non è un posto dove gli animali amano
stare. Per loro lo spettacolo non è per nulla divertente. Gli
animali non fanno gli esercizi perché si divertono ma perché
sono obbligati.
Un elefante, in natura, non si metterà mai a fare il ballerino
e una tigre non salterà mai nel fuoco. Per loro fare questi
esercizi vuol dire soffrire.
Per insegnare ad un elefante a fare i “numeri
da circo” occorre picchiarlo.
Per insegnare ad una tigre a saltare nel fuoco, occorre frustarla.
Per insegnare ad una scimmia a saltare a comando, occorre affamarla.
Se un animale potesse scegliere, se ne andrebbe a stare con i suoi
simili a fare una vita selvatica. Vorrebbe poter mangiare quando ha
voglia, dormire quando ha voglia, camminare e correre quando ha voglia.
Gli animali nei circhi sono trattati come schiavi. Durante i lunghi
e frequenti viaggi nelle gabbie dei camion soffrono il caldo e il
freddo, la fame e la sete. Gli spazi in cui sono costretti a stare
sono piccolissimi, più ancora di quelli degli zoo.
Quando arrivano a destinazione, poi, non è che se ne vanno
in giro aspettando di esibirsi. Le tigri e i leoni stanno sempre chiusi
nelle gabbie e gli elefanti incatenati perché non scappino.
Solo qualche pony o cavallo è così “fortunato”
da avere un piccolo recinto in cui poter fare due passi.
Molti animali dei circhi nascono in una gabbia e muoiono in una gabbia.
Nessuno di loro vive secondo il suo istinto.
Gli umani che lavorano nei circhi, lo fanno perché è
il loro lavoro. Amano il loro lavoro e sono pagati per farlo.
Gli animali non hanno scelto di lavorare nei circhi. Non possono scappare
e tornare nella foresta. Sono costretti a fare cose contro natura.
Nel passato anche le persone menomate o con strani difetti fisici
(elephant man, donna cannone, fratelli siamesi, uomo serpente) venivano
esibite in pubblico nei circhi. Meno male che l’idea di ridere
delle disgrazie degli altri ora ci sembra una cosa bruttissima. Ma
perché, allora, accettiamo di ridere delle disgrazie degli
animali?
Perché, invece di indignarci e arrabbiarci nel vedere gli animali
torturati, paghiamo il biglietto per andare al circo?
Forse non tutti i bambini sanno cosa c’è dietro al tendone,
che vita infelice, triste e dolorosa si nasconde dietro la musica
e le luci. Se tutti i bambini smettessero di andare al circo con animali,
migliaia e migliaia di animali smetterebbero di soffrire.
Adulti e bambini, se vogliono rispettare gli animali, non sono obbligati
a rinunciare al circo. Grazie al cielo alcuni circhi fanno spettacoli
bellissimi senza utilizzare gli animali.
Il “cirque du soleil” per esempio, fa degli spettacoli
mozzafiato senza infliggere sofferenza a nessuno. Per conoscere gli
animali, invece, è molto meglio guardare un documentario. Solo
visti nel loro habitat naturale gli animali possono svelarci i veri
segreti della loro vita.
Se un extraterrestre, immaginiamo, catturasse un uomo e lo mettesse
chiuso in una gabbia e lo obbligasse a fare 20 capriole in avanti
e 10 all’indietro, che cosa capiremmo degli uomini? Nulla.
gli zoo
Lo zoo è una prigione, anzi è molto peggio di una normale
prigione. Negli zoo gli animali non umani sono privati di tutto. A
parte il cibo, tutte i loro istinti sono perennemente soffocati.
Nelle gabbie gli animali sono costretti ad una vita noiosa e sedentaria,
in condizioni climatiche difficili e spesso in totale contrasto con
i loro bisogni vitali.
Animali che hanno territori di caccia di molti chilometri quadrati
sono obbligati a morire di noia in recinti piccoli e di cemento (basti
pensare a lupi, tigri o leoni). Uccelli che volano liberi e altissimi
nei cieli sono obbligati in voliere che li costringono a saltellare
come giocattoli meccanici. Animali che sanno correre velocissimi (come
zebre o giraffe) sono obbligati a stare in spazi grandi come le aiuole
spartitraffico dei nostri viali.
Insomma, negli zoo, per quanto moderni e belli possano essere, gli
animali sono trattati come oggetti da andare a vedere per nostro puro
divertimento e piacere.
Ma gli animali non sono peluche, non sono pupazzetti che possono stare
su uno scaffale belli ordinati ad abbellire la nostra cameretta.
Gli animali soffrono o possono essere contenti, proprio come ognuno
di noi. Lo zoo, che è una collezione di animali (infatti gli
zoo più famosi vogliono avere gli animali più rari),
è offensivo per la loro dignità.
Come fa il re della foresta ad essere felice in una orribile prigione?
Come fa una scimmia che si muove nella giungla saltando di ramo in
ramo ad essere felice in una gabbia dove gli alberi sono per forza
morti e dove non c’è nulla di divertente da fare?
Ma da dove vengono gli animali degli zoo? Spesso gli animali sono
catturati in natura e dopo un viaggio terribile e pauroso si trovano
imprigionati a vita, privati di tutto quello che avevano.
A volte negli zoo nascono anche degli animali e che fine fanno? Non
si possono tenere tutti e allora spesso vengono ceduti ad altri zoo
o a circhi. Insomma, come per i circhi, anche negli zoo ci sono animali
che non hanno mai conosciuto la libertà, che per loro sfortuna
(sarebbe meglio dire per nostra cattiveria) sono nati in una gabbia
e in una gabbia moriranno.
Ma non è che nascendo in una gabbia questi animali non abbiano
gli stessi desideri degli animali nati in libertà. Non è
che un leone possa diventare un animale domestico. Un lupo, anche
se abituato fin da piccolo come un cane, conserverà sempre
l’istinto da lupo. Non si abituerà mai all’uomo,
cercherà sempre la libertà rimpiangendo il fitto di
un bosco.
A volte i genitori portano i bambini allo zoo per far loro vedere
gli animali da vicino. Non potendo scappare nel folto degli alberi,
gli animali sono obbligati a farsi guardare e noi crediamo, così,
di conoscerli e di imparare qualcosa. Ridiamo quando li vediamo fare
la cacca e la pipì e ci piace quando ci guardano negli occhi.
Ma vedere queste cose non ci insegna nulla se non a farci capire quanto
crudeli possiamo essere. Tanti bambini odiano andare allo zoo, proprio
perché capiscono che non è giusto tenere gli animali
prigionieri. Nella loro vera vita sarebbero animali diversi. Magari
morirebbero prima o a volte correrebbero seri guai ma la loro vita
sarebbe una vita vera, con tutte le gioie e i dolori che comporta
vivere.
Allora, se veramente vogliamo sapere qualcosa di più sugli
animali sarebbe molto meglio guardare i documentari o leggere i libri
e le riviste di scienze naturali. Chi vuole conoscere veramente gli
animali, non si fa mai vedere da loro o comunque non li disturba mai,
in modo che gli animali si comportino nel modo più spontaneo
possibile. Lo zoo è esattamente l’opposto di quel che
vorrebbe essere. Lo zoo uccide sia la dignità degli animali
sia la nostra immaginazione.
Chi ama gli animali, chi rispetta gli animali, ama anche la loro
libertà e non andrà mai allo zoo, o, se ci è
andato da piccolo, non ci vorrà più tornare.
gli acquari ed i delfinari
Quando gli animalisti dicono di essere contrari agli acquari e ai
delfinari, la gente pensa che siamo esagerati e fanatici. Si pensa
che i pesci, se hanno un bel po’ di spazio per nuotare e cibo
abbondante da mangiare, stiano meglio negli acquari che nel loro
ambiente naturale. I pesci, in fondo, che cosa avrebbero da lamentarsi
della vita che fanno?
Il discorso sugli acquari non è diverso da quello sugli zoo.
Gli acquari sono gli zoo per pesci e per gli altri animali acquatici.
Ma come un lupo (che percorre centinaia di chilometri alla settimana)
soffre terribilmente dentro una gabbia o un recinto, così
uno squalo o una testuggine soffrono terribilmente dentro una vasca.
Nessuna vasca può essere grande come il mare, nessun muro
di cristallo può essere adatto ad animali che vivono in spazi
immensi.
Per non parlare dei delfini, orche, pinguini,... che vengono addestrati
esattamente come gli animali dei circhi.
Oltre alla sofferenza che gli animali subiscono in questi luoghi,
gli animalisti sostengono che sia altamente diseducativo portare
i bambini in questi posti. Certo, è vero che gli animali
si vedono da vicino e ci sembra quasi di toccarli, ma i bambini
devono imparare che gli animali non sono oggetti al nostro servizio,
disponibili quando vogliamo vederli e giocare con loro. Non sono
come le stoffe esposte sulle bancarelle del mercato, che possiamo
toccare, rigirare, guardare e comprare. Rispettare gli esseri viventi
vuol dire innanzitutto rispettare il loro mondo, le loro abitudini,
la loro vita. Far conoscere ad un bambino un animale prigioniero
vuol dire proporre come normale un modello di violenza del più
forte sul più debole. E’ il rapporto tra chi guarda
e chi è costretto a farsi guardare che implica l’accettazione
della legge del più forte. “Io
sono un umano, sono più forte e intelligente di te, ti ho
catturato, ti ho messo in una prigione e ora ti guardo come e quando
mi pare”. Questa è l’idea che viene trasmessa
ad un bambino quando lo si mette davanti ad un animale che non vive
nel suo ambiente naturale. “Io sono
un umano, sono curioso di conoscere il tuo mondo, provo a vedere
se riesco a guardare come vivi, senza disturbarti, senza distruggere
il tuo habitat”. Questo è l’unico modo
rispettoso per conoscere gli animali.
Certo, è difficile che tutti possano vedere un’orca
dal vero; certo, non tutti possono andare sulla barriera corallina
per vedere i mille colori dei pesci tropicali; ma questo non ci
autorizza a imprigionarli. Anche alcune piccole etnie umane sono
difficili da incontrare dal vero, ma a nessuno verrebbe (oggi) in
mente di catturarne qualche esemplare da mettere in bella mostra
perchè il resto dell’umanità possa vederne da
vicino le caratteristiche.
I film e i documentari possono farci vedere in modo bellissimo questi
esseri viventi, nel pieno rispetto della loro vita e della loro
dignità. Inoltre solo senza modificarne la vita e le abitudini
possiamo essere sicuri di conoscere veramente gli esseri viventi.
Diventare invisibili, spiare silenziosamente, attendere nascosti
per ore. Solo così potremo soddisfare la nostra curiosità,
eventualmente scattare una foto e tornarcene felici senza aver fatto
danni a nessuno. Questo vale per tutti gli esseri viventi, dal topolino
di campagna al leone della savana, dal pettirosso che si posa sulla
siepe vicino a casa alla grande balena che fa il giro del mondo
ogni anno.
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