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Animali come compagni: I gatti
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Innanzitutto il micio di casa, anche se ex randagio, ha un illustre
albero genealogico, infatti appartiene alla famiglia dei Felidi che
comprende anche leoni, tigri, leopardi e giaguari. Ecco perché,
nonostante l’uomo si sforzi di addomesticarlo da ormai 5 mila
anni, il gatto mantiene alcune caratteristiche originarie della sua
specie che lo rendono ancora così misterioso ed affascinante.
Nei paesi occidentali il gatto domestico è, probabilmente,
l’animale da compagnia oggi più apprezzato perché
dotato di caratteristiche, quali l’affettuosità coniugata
ad un certo grado di indipendenza, la proverbiale pulizia, la scarsa
aggressività, l’adattabilità a vivere in appartamento,
che lo rendono più facilmente gestibile rispetto a un cane.
Ciò non toglie che l’arrivo di un gatto comporti un cambiamento
delle abitudini familiari, in quanto ogni membro umano della famiglia
dovrà responsabilizzarsi assicurando, in ogni momento e circostanza,
il benessere dell’animale adottato. Il gatto vive mediamente
15 anni, e il proprietario dovrà educarlo e gestirlo in modo
da garantire una civile convivenza con coloro che, purtroppo, non
avranno mai la fortuna di assaporare la gioia di avere un animale
non umano nella propria vita.
Adottare un gatto significa anche fare delle
scelte responsabili, funzionali al proprio carattere e stile di vita:
- gatto cucciolo o adulto? Sicuramente un cucciolo
richiede più attenzioni e non può essere lasciato solo
per molte ore al giorno, d’altro canto è aperto, socievole,
plasmabile e giocherellone. Il gatto adulto è più tranquillo,
si può lasciare in casa da solo ma, a volte, può avere
problemi di adattamento in quanto non riesce a familiarizzare con
il nuovo ambiente. Non stiamo parlando di un qualsiasi elettrodomestico,
per cui, una volta prese bene le misure, non abbiamo problema a collocarlo
nella nostra casa.
- maschio o femmina? Premesso che, in entrambi i
casi, i soggetti vanno sterilizzati, il maschio può risultare
sin da piccolo più tranquillo e coccolone, mentre la femmina
è solitamente di indole più attiva e vivace anche in
età avanzata.
- nobile o plebeo? Non siate “razzisti”,
scegliete il gatto che più vi piace o vi affascina, l’importante
è non comprare mai un animale, sia perché ci si imbatte
in commercianti senza scrupoli che speculano sulla vita di piccoli
esseri indifesi, provocando la morte di migliaia di cuccioli all’anno
e truffando molti ignari acquirenti, sia perché rivolgendovi
ai rifugi, potrete trovare il vostro felino “gemello”
e portarlo a casa con una minima offerta. L'animale sarà sicuramente
più sano di quello che potreste comprare in un qualsiasi negozio
ed infinitamente grato dell’opportunità che gli state
offrendo: una nuova famiglia. Senz’altro, in questo caso, anche
voi potrete sentirvi particolarmente orgogliosi della vostra buona
azione!!!
ACCUDIRLO E CURARE LA SUA SALUTE
Decidere di avere un gatto comporta ovviamente un esborso economico,
anche se non eccessivo, che comunque inciderà sul bilancio
familiare.
Per garantire il benessere del gatto ed evitare qualsiasi zoonosi
(ossia malattie trasmissibili all’uomo) è necessario
sottoporlo a periodiche visite dal veterinario per gli opportuni interventi
profilattici. E’ necessario alimentare l’animale con cibo
adatto, ossia bilanciato da un punto di vista nutrizionale. E’
necessario acquistare una serie di accessori quali cuccia, trasportino,
ciotole, cassettina igienica, spazzole e giocattoli.
Il gatto è inoltre particolarmente esigente in fatto di spazi,
ha infatti bisogno di personalizzare i luoghi della casa dove svolgerà
le diverse attività quotidiane: uno spazio dove mangiare, uno
dove fare i propri bisogni, uno per riposare e toelettarsi indisturbato.
Per il bene del nostro micio ricordiamoci che, purtroppo, in Italia
non esiste ancora un’anagrafe felina e la normativa vigente
è alquanto nebulosa in merito alla predisposizione di strutture
pubbliche dedicate al ricovero e all’accoglienza dei gatti abbandonati
o feriti. STERILIZZARE IL GATTO
La sterilizzazione del gatto, maschio o femmina che sia, è
una pratica assolutamente necessaria sia da un punto di vista sanitario
sia in quanto è segno di responsabilità morale e civile.
Una gatta inizia il ciclo riproduttivo a 4/5 mesi, i calori si ripetono
ogni mese, e l’ovulazione è indotta dall’accoppiamento
quindi l’ingravidamento è certo. Non esiste la menopausa
nelle gatte così come non esiste per i cani. Una gatta ben
nutrita può portare a termine due o anche 3 gravidanze all’anno
e le cucciolate sono composte mediamente da 4 cuccioli. Il maschio
raggiunge la maturità sessuale intorno ai 5/6 mesi e da allora
in poi sarà molto difficile trattenerlo a casa ed evitare che
marchi il proprio territorio in modo odoroso con pestilenziali schizzi
d’urina o che si azzuffi con altri maschi riportando ogni volta
gravi ferite o contraendo malattie spesso letali. Pertanto la sterilizzazione
sia delle femmine che dei maschi va effettuata possibilmente in giovane
età. COMPRENDERE IL SUO COMPORTAMENTO
E IL SUO LINGUAGGIO
Per educare il proprio gatto occorre innanzitutto comprenderne il
comportamento ed il linguaggio. Il gatto è un animale meno
arrendevole del cane e, per istinto, meno addomesticabile di quest’ultimo.
A nulla serve punirlo con scapaccioni o urlargli dei sonori “NO!”
se sta combinando qualche marachella: il gatto concluderebbe semplicemente
che il suo compagno umano è un povero “squilibrato”
da cui stare alla larga ...
Osservandolo con più attenzione nei suoi movimenti per casa
o in giardino ci accorgeremmo di quanti messaggi in codice lascia
sul suo territorio e quindi potremmo anche imparare a prevenire i
comportamenti indesiderati.
In particolare, il corpo del gatto è ricoperto di ghiandole
che hanno la funzione di secernere delle sostanze chimiche dette feromoni.
Tali feromoni sono strumenti primari nella comunicazione del gatto
con l’esterno. A seconda della localizzazione (mammelle, mento,
coda, guance ecc) i feromoni inviano messaggi diversi:
-i feromoni da APPAGAMENTO, quelli
facciali, rassicurano il nostro animale e fungono da identificazione
familiare. Ad esempio, quando sfregano la testa lateralmente contro
di noi o contro oggetti di casa significa che ci riconoscono come
persone amiche od oggetti familiari quindi non fonte di pericolo;
-i feromoni di ALLARME e di TIMORE
sono quelli posti rispettivamente nelle ghiandole anali e sui cuscinetti
plantari. In situazioni spiacevoli, come sul tavolo del veterinario,
i piedini del nostro gatto sudano e lasciano un chiaro messaggio d’allarme
per i successivi mici/pazienti, qualora il veterinario non si ricordasse
di pulire il tavolo dopo la visita;
-i feromoni dell’URINA servono
a marcare e delimitare il proprio territorio, così come le
graffiature verticali. Queste sono tutte chiare comunicazioni di tipo
olfattivo e visivo per gli altri gatti. Queste ultime marcature, molto
seccanti per gli umani, possono essere prevenute con la castrazione
nel caso dell’urina, mentre per i graffi occorre, innanzitutto,
predisporre grattatoi di legno (preferibilmente di ulivo) nei punti
della casa in cui il gatto è solito recarsi per svolgere tale
appagante attività. In alternativa si possono applicare specifici
metodi “educativi” non cruenti che il gatto non deve essere
in grado di associare a noi, ma possa, invece, associare all’azione
che sta compiendo: ad esempio, colpendolo, di nascosto, con piccoli
spruzzi d’acqua mentre sta graffiando il nostro amato divano
oppure causando un rumore improvviso nei pressi dell’animale
mentre questo è impegnato in attività “illecite”. IL
GATTO CACCIATORE
Anche se ben nutrito e sterilizzato, il gatto conserva intatte le
sue caratteristiche di cacciatore. Un gatto può uccidere molti
uccellini nel corso della sua vita. Un consiglio che diamo a chi ha
gatti particolarmente attivi nella caccia è quello di applicare
loro un collarino elasticizzato (è importante che il collarino
possa sfilarsi dal collo in caso il gatto rimanga impigliato in una
rete o un ramo d’albero - un semplice elastico da mutande è
l’ideale) con un campanellino e il bussolotto ermetico con il
nostro numero di telefono. Questo semplice espediente, che non arreca
nessun disturbo all’animale, farà scappare quasi sempre
l’uccellino dalle sue sgrinfie (purtroppo per i topi e le lucertole
è inefficace) e renderà possibile rintracciare il gatto
nel caso si perdesse o ferisse. LE
VACANZE
Quando andiamo in vacanza è nostro preciso dovere assicurare
una sistemazione confortevole anche al nostro amico a quattro zampe.
A differenza del cane, difficilmente il gatto può seguirci
in vacanza, infatti il rischio di smarrimento è sempre molto
alto.
Quali sono le possibili soluzioni? Il micio può essere affidato
ad un amico o parente amante degli animali, oppure si può trovare
una persona a pagamento, un cat sitter, che si rechi a casa nostra
ad accudirlo, infine si può optare per una pensione per gatti.
In quest’ultimo caso la scelta va affrontata in maniera attenta.
Come? Sentendo ad esempio il parere del nostro veterinario, delle
associazioni animaliste o gattofile in merito alle pensioni più
referenziate della zona. Quando abbiamo raccolto una lista di nominativi
è bene contattare ogni pensione informandosi circa i servizi
ed i costi; quindi è necessario fare un sopralluogo per verificare
di persona le strutture e la professionalità del titolare.
Alcuni parametri sono sostanziali per valutare il livello del servizio:
le dimensioni dei recinti o delle gabbie, la frequenza con cui le
stesse vengono pulite, la presenza di un custode 24 ore su 24, la
costante presenza di un veterinario e i requisiti sanitari minimi
richiesti ad ogni ospite (vaccinazioni, sterilizzazione, antiparassitari,
prevenzione filaria). Infine, prima di lasciare il proprio animale
per un lungo periodo di vacanza è bene sottoporlo a un breve
soggiorno di prova, per valutare le aspettative e verificare l'eventuale
insorgenza di problemi. NON ARRECARE
FASTIDIO AD ALTRI
A differenza del cane, il gatto ha la possibilità di muoversi
più facilmente sul territorio, specialmente se l’animale
ha la fortuna di vivere in zone residenziali o agricole caratterizzate
dalla presenza di villette e spazi verdi più o meno ampi.
Nonostante ciò, un proprietario responsabile deve evitare in
ogni modo che il proprio gatto arrechi disturbo al vicinato e deve
mettere in atto tutti quegli accorgimenti che rendano il l’amico
peloso ben accetto nella comunità umana. Se il gatto è
sterilizzato, sano e ben alimentato sicuramente non andrà a
mendicare cibo in ogni casa, non andrà ad urinare sui fiori
preferiti della dirimpettaia e non terrà sveglio il vicinato
a causa delle sue roche serenate notturne, che spesso si concludono
in risse furibonde. Gli argomenti sono:
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