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Animali come abbigliamento
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Chi vuole vivere senza far soffrire e senza uccidere gli altri, deve
stare attento anche a cosa indossa per vestirsi.
Siamo infatti così abituati ad usare certi materiali che non
ci rendiamo neanche conto che spesso ci facciamo belli con pezzi di
corpo di altri animali.
Quando la gente pensa alla pelle e al cuoio, per mettersi il cuore
in pace dice: beh, ma la mucca è morta perché ne abbiamo
fatto bistecche. Già che è morta, perché non
usare la sua pelle per farne scarpe?
Questo ragionamento a prima vista sembra essere corretto: usiamo la
pelle perché altrimenti la dovremmo buttare via. Che male c’è?
Il male c’è e precisamente ci
sono tre errori in questo ragionamento.
Il primo è che non lo applicheremmo
mai sugli uomini. Chi si farebbe fare un paio di scarpette da danza
con la schiena della vicina di casa morta qualche tempo prima? Se
lo applichiamo per gli animali e non per gli uomini, vuol dire che
abbiamo due metri e due misure. Gli antispecisti sostengono, invece,
che il metro per misurare la vita degli esseri viventi deve essere
uno solo. Umani e non umani devono vivere sulla terra con gli stessi
diritti fondamentali.
Il secondo errore del ragionamento
è che si dà per scontato che uccidere la mucca per mangiarla
sia una cosa lecita e quindi sarebbe ancora più lecito usarne
gli “scarti”. Ad un ragionamento così si potrebbe
rispondere che mangiare la carne non è assolutamente necessario
e che quindi si può fare a meno sia della carne che della pelle.
Il terzo errore è pensare che
la pelle sia uno scarto dell’industria della carne. Si potrebbe
dire che la plastica è uno scarto del petrolio? o che il petrolio
è uno scarto della plastica? Petrolio e plastica sono due sostanze
sorelle, entrambe portano soldi a chi le produce, entrambe si aiutano
a vicenda. Se nessuno usasse la pelle, la carne costerebbe molto di
più, se ne venderebbe meno, si alleverebbero meno animali.
E viceversa.
Lo stesso ragionamento si deve fare per la lana. In tanti paesi si
allevano le pecore. Questi animali vengono allevati per farne carne,
per mangiarne gli agnelli, per mungerne il latte, per usarne la lana.
La lana, quindi, non è un prodotto di scarto (e vedremo anche
quali sofferenze causa alla pecora) ma uno dei motivi per cui si allevano
le pecore.
Addirittura i canguri vengono uccisi principalmente per la pelle (di
cui l’Italia è il massimo importatore mondiale per le
scarpe) e le loro carcasse utilizzate per farne cibo per animali domestici.
La piuma è un materiale molto ricercato per coperte, giacche
e per le imbottiture dei divani e dei cuscini. La piuma, però,
non nasce sulle piante come il cotone, ma deve essere strappata dalla
pelle degli animali. Le oche bianche vengono spiumate regolarmente,
più e più volte nella loro vita, e questo trattamento
dolorosissimo non lo racconta nessuno.
Se le persone potessero vedere come vengono intrappolati gli animali
da pelliccia, come vivono e muoiono le volpi, i visoni e i cincillà
negli allevamenti, come vengono trattate e tosate le pecore, come
viene prodotta la seta, come si fanno a produrre il cuoio e la pelle,
come urlano le oche quando vengono spiumate, allora le persone starebbero
più attente a quello che comperano, non darebbero così
facilmente i loro soldi a chi uccide e fa soffrire gli animali.
Anche tu, la prossima volta che vai a comperare
un maglione, una giacca o un paio di scarpe da tennis, prova ad aiutare
gli animali: compra solo i prodotti senza crudeltà (in inglese
cruelty-free), compra poco ma compra bene!
Da qualche parte, nel mondo, c’è un animale che ti ringrazierà.
Nelle prossime pagine potrai sapere molte cose sui materiali animali
usati nell’abbigliamento e sulle alternative che esistono.
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